lunedì 8 maggio 2017

Tempo di 5 per mille e di idee nuove...

Siamo nel mese delle dichiarazioni dei redditi e da molte parti troviamo l'invito ad utilizzare lo strumento della donazione del 5 per mille, una semplice firma sul modulo per donare facilmente un prezioso aiuto a chi opera nel campo del volontariato.
Nel nostro piccolo ma variegato panorama marista d'Italia, sono diverse le realtà alle quali pensare e che possono ricevere il nostro contributo. Eccole qui riunite:


Onlus e link sito web
Sede operativa
attività
CF
Genova
animazione bambini in Romania
95087300109
Roma
donazione sangue
96248720581
Cesano Maderno
famiglie in difficoltà, centro diurno per minori L'Albero
91027180156
Taormina
attività con persone disabili
96002270831

Ma non ci fermiamo solo al 5 per mille. L'impegno social e la collaborazione con la rete riservano altre sorprese. Ci permettiamo quindi un suggerimento per tutti coloro che sono particolarmente attivi in rete e comprano abitualmente online, consigliando di utilizzare l'APP (per telefono) o l'estensione (navigando da PC) di HelpFreely.org
Come funziona? E' molto semplice, basta registrarsi e utilizzarla quando si fa shopping on-line su determinati siti-web o portali (sono tantissime le pagine web che aderiscono a questa iniziativa, oltre 6000). Per ogni acquisto effettuato il sito di e-commerce devolve una percentuale ad una associazione specifica, che può essere indicata dall'utente. Per il momento è già possibile indicare come destinatario la Famiglia Marista di Cesano. Provate ad esempio a seguire questo link per utilizzare il servizio: http://helpfree.ly/j30948


martedì 25 aprile 2017

il Bicentenario dei giovani a Cesano Maderno

L'idea di realizzare la festa del bicentenario per i giovani maristi proprio a Cesano poteva sembrare un azzardo poco "pratico". Le scuole dove operano i fratelli maristi sono realtà parrocchiali, le strutture sono quindi condivise con l'oratorio... non ci sono i grandi spazi che potremmo trovare a Giugliano o Roma... 
E invece questa "pensata" del gruppo di Pastorale marista, si è rivelata una soluzione originale ed efficace, che ha permesso anche il coinvolgimento non solo dei tanti giovani che sono arrivati da Giugliano, Roma e Genova (in tutto, insieme ai ragazzi di Cesano eravamo oltre un centinaio), ma anche di numerosi giovani delle parrocchie locali, grazie all'impegno di don Sergio e don Simone.
Per l'accoglienza i giovani si sono appoggiati alla grande struttura ambrosiana di Seveso e per gli spostamenti ci siamo affidati ai treni e alla metro di Milano.
E così da sabato 22 aprile a lunedì 24, questi giovani maristi si sono ritrovati insieme per vivere il bicentenario, scandito dalle parole che il fr. Emili, superiore generale, ci ha affidato nel suo messaggio del 2 gennaio: 
grazie, perdono, impegno
Le 3 giornate si sono dipanate su questi temi. Il primo giorno, con il Grazie per il passato di ciascuno e l'accoglienza, svolta mediante i giochi a stand per conoscersi meglio, poi in serata il concerto testimonianza con il gruppo musicale dei The Sun nel cortile d'onore del palazzo Borromeo.
La domenica si è aperta nel segno del Perdono, quello offerto e quello ricevuto, così come ci ha comunicato l'intensa testimonianza di Marisa, madre di una ragazza pugliese uccisa dalla mafia perché stava cercando di denunciare i suoi aguzzini. Dopo anni di sofferta riflessione ha avuto il coraggio di conoscere e perdonare quelle persone che ancora adesso stanno scontando in carcere il loro passato, fino al punto di mettersi al loro fianco per accompagnarli in un cammino di conversione.
Alle 11 abbiamo partecipato e animato la s.messa presso la parrocchia della Sacra Famiglia insieme alla comunità locale; dopo il pranzo presso l'oratorio è decollata la grande Caccia al Tesoro, con partenza da Cesano Maderno, attraversamento del Parco Borromeo e conclusione .... sui Navigli di Milano (prendendo per la gola i partecipanti, visto che il premio era la cena offerta a tutta la squadra vincitrice!)
La mattinata del lunedì,  è stata interamente dedicata all'ascolto di vari testimoni "quotidiani", che hanno aiutato a riflettere come l'Impegno non si esercita solo nei momenti eroici o di emergenza, ma nel semplice vissuto di ogni giorno, nel volontariato, nel lavoro svolto con passione, nello sforzo di lasciare questo mondo un po' migliore di come lo abbiamo ricevuto.
Nella dinamica conclusiva, intorno ad una tavola ideale che ricordava la stessa mensa di Champagnat, ciascuno ha preso un simbolo concreto per ricordare questi giorni di amicizia, serenità e condivisione. Nel primo pomeriggio la lunga carovana ha ripreso il cammino verso la stazione di Cesano e poi il rientro.


Le foto che possiamo rivedere in queste raccolte sono solo il pretesto per rivivere questi intensi giorni condivisi



giovedì 20 aprile 2017

Quando papa Francesco scrive a fr. Emili...

Nell'era delle mail i fogli e i francobolli sembrano mezzi "superati", ma quando ti arriva una lettera da papa Francesco, indirizzata al superiore generale dei fratelli maristi, fr. Emili Turu, ... le cose cambiamo prospettiva. Assumono una veste di ufficialità più marcata, anche se la familiarità e la semplicità fanno capolino fin dalle prime righe.
Fr. Emili ha incontrato papa Francesco pochi giorni prima di Pasqua, il 10 aprile; naturalmente lo spunto è dato dal Bicentenario, un evento significativo non solo per la congregazione, ma per l'intera chiesa. E nella conversazione si è parlato anche di questi "nuovi inizi" che si stanno poco alla volta concretizzando. Sulla pagina ufficiale trovate un resoconto di questa udienza speciale.




martedì 11 aprile 2017

la festa del Bicentenario per i giovani maristi - un invito

Dopo la festa degli ex-alunni a Roma, i mega-incontri di Giugliano, la messa per il bicentenario a Genova, ecco una novità: la festa del Bicentenario per i giovani dai 14 ai 23 anni ... a Cesano Maderno.


Manca pochissimo alla festa-incontro nazionale dei giovani per celebrare i 200 anni della fondazione Marista. Sarà un momento per condividere e per fare festa insieme ad altri giovani che hanno condiviso la formazione marista. L’incontro si svolgerà dal 22 al 24 aprile a Cesano Maderno, la scuola che in quest'anno del bicentenario festeggia anche il suo 50esimo di fondazione. 
Tanti gli appuntamenti speciali da seguire, anticipiamo quello della serata di inizio, la testimonianza-concerto del gruppo dei The Sun, sabato 22, aprile, alle ore 21, presso il palazzo Borromeo.
Per iscrizioni e partecipare all'evento, contatta il responsabile delle singole scuole mariste.

mercoledì 22 marzo 2017

50esimo di Cesano e bicentenario - una serata con Cantone e Cacciari

L’intuizione di Champagnat: formare onesti cittadini

Incontro della scuola di Cesano Maderno per il 50esimo e il bicentenario marista

Nella storia marista è rimasta emblematica la lettera al Re che Marcellino scrive per chiedere l’autorizzazione della congregazione da poco fondata. Concentra in poche parole il progetto educativo che i maristi volevano portare agli “ultimi” di quel tempo, i bambini e ragazzi delle campagne e delle zone di montagna, trascurati da qualunque forma di educazione. Formare buoni cristiani ed onesti cittadini è la sintesi perfetta di questo obiettivo educativo.

La scuola di Cesano Maderno, vicino a Milano, celebra quest’anno il 50esimo della sua fondazione, non si è preoccupata tanto di celebrazioni o feste, ma ha voluto invece offrire al territorio alcuni incontri formativi in linea con questo progetto marista, sempre attuale. Sul versante dell’onestà e della legalità ha proposto ad un illustre ex-alunno della scuola marista di Giugliano, di offrire una testimonianza e un contributo speciale.
Ci siamo così rivolti al magistrato Raffaele Cantone, alunno della scuola marista di Giugliano (come anche i suoi figli) e che oggi rappresenta nel panorama italiano una indiscussa figura di riferimento nel campo della legalità. Giovane magistrato impegnato nella lotta contro la camorra (sono famose le sue inchieste sul clan dei Casalesi, sulle incredibili manovre che hanno rovinato intere zone dell’agro campana) ha contribuito a suscitare nei cittadini un senso di rivincita e di riscatto. Nella scuola marista di Giugliano ha contribuito anche alla fondazione del presidio di Libera, l’associazione di don Ciotti contro le mafie, di cui è presidente onorario. Da qualche anno è stato chiamato a ricoprire l’incarico nazionale di presidente dell’Anticorruzione e il suo contributo alla correttezza e trasparenza della grande macchina organizzativa di Expo è stato sicuramente decisivo. Poter contare sulla sua esperienza ci è sembrato un ottimo contributo alla crescita culturale del territorio in cui la scuola opera.

Ma la stretta collaborazione con le realtà culturali vicine alla scuola e la sinergia con il Comune (anche in considerazione che lo stesso sindaco di Cesano è un ex-alunno marista…) hanno permesso di allargare il panorama ed invitare un altro personaggio di spicco: il filosofo Massimo Cacciari, docente di filosofia, già sindaco della città di Venezia e collaboratore con l’Università S.Raffaele. Si è fatta così strada l’idea di un dialogo sul tema dell’onestà, da considerarsi come una risorsa strategica e vitale.
Per completare il quadro si è trovato un moderatore d’eccezione, Luciano Fontana, il direttore del principale quotidiano nazionale, il Corriere della Sera. Le premesse per una serata di ottimo livello c’erano tutte.
Persino la sede in cui si è svolta la serata aveva un tocco familiare, in quanto l’auditorio che in tempo era la chiesa vecchia della cittadina, è stata restaurata da una famiglia che ha avuto i figli presso la nostra scuola.
La serata di mercoledì 15 marzo, alle 21, si è aperta con le parole di saluto del Sindaco e poi fr. Giorgio, direttore della scuola, ha spiegato le motivazioni di questa serata. Sala stracolma, molti in piedi, qualcuno accovacciato per terra.
L'incontro è stato denso di contenuti. Il moderatore ha faticato non poco nel mantenere il filosofo Cacciari all'interno del solco principale: l'onestà come risorsa. Più facile, invece, dare spazio all'esperienza concreta del magistrato Cantone, intrisa del contatto quotidiano con una realtà spesso costellata di contraddizioni morali. Si è ascoltato molto: gli scenari prospettati hanno messo in evidenza la crisi dei valori, la fine di una classe politica autorevole (Cacciari ne stabilisce la fine con il crollo del muro di Berlino, una sorta di conclusione della 3a guerra mondiale), l'esordio di una società fragile e disorientata, le contraddizioni di una moneta unica senza un riferimento di governo garantista alle spalle, il paradosso di una corruzione che diventa sistemica, non più emergenza di casi specifici...

Cantone, da parte sua, ha manifestato i limiti di questo termine, "legalità", ormai usurato; suggerisce un approccio più personale e propone come termine chiave la propria responsabilità, il tutto, però, con un'apertura di fondo positiva, perché di passi in questa direzione la società italiana ne sta facendo, anche a livello istituzionale. Insomma, scenari diversi e incoraggianti sono possibili.
Il dialogo si è prolungato per quasi due ore, grazie ad una folla attenta e partecipe ma grazie soprattutto al livello degli interlocutori.
Come scuola marista siamo contenti di aver offerto questo contributo alle tante persone di buona volontà del nostro territorio e siamo consapevoli che la risposta e l'accoglienza di questi temi sono già, di per sé, un segnale positivo.


lunedì 6 marzo 2017

Sempre un nuovo inizio - incontro laici maristi 2017

A volte ritornano: ed è sempre bello rivedere le persone con le quali si condivide un cammino, un carisma, un progetto.
L'incontro annuale dei fratelli e laici maristi della zona Italia si è tenuto anche quest'anno presso la casa generalizia dei Fratelli Maristi, presso l'EUR, da sabato 4 a domenica 5 marzo.
E sicuramente la presenza di fr. Emili, superiore generale, è stata come sempre una garanzia di freschezza e di contatto diretto con il carisma di Champagnat. Le sue parole, che hanno aperto l'incontro hanno dato il tono giusto alla due giorni di riflessione e convivenza e ci hanno fatto sentire tutta l'attualità di un impegno e un progetto che vale la pena vivere con entusiasmo.
Ci siamo così ritrovati in tanti presso la casa generalizia di Roma: da Giugliano, Roma, Genova, Cesano, Taormina, tanti fratelli e laici. L'incontro è stato scandito sul ritmo del messaggio del 2 gennaio: grazie, perdono, impegno e ogni tappa ci ha visti radunati per gruppi sempre diversi, in modo da intercettare le tante esperienze e le sensibilità che fanno la ricchezza del gruppo.

In particolare la mattinata della domenica (dopo la festa del sabato sera, che si è sviluppata con l'aplomb tipico delle nostre kermesse...) ci ha aiutato ad approfondire  alcuni temi impegnativi, dall'educazione integrale alla difesa dei diritti dei bambini, con l'apporto di alcuni fratelli maristi particolarmente impegnati in questi settori, che ci hanno illustrato l'impegno che ci attende in questo cammino.
La celebrazione eucaristica della domenica ha concluso il nostro incontro di festa, ma sul tavolo del pranzo, come segnaposto per ciascuno, era già presente l'invito per il prossimo appuntamento: il ritiro estivo ad Amelia, a fine agosto. Quindi... arrivederci!

E grazie a fr. Antonio, ecco on-line tutte le foto dell'incontro

e grazie anche a Sabatino per la creazione della lista che ormai... ci tiene stretti tutti quanti!

Condividiamo anche le riflessioni di uno dei partecipanti, rigorosamente "anonimo" :-)

“Ho imparato a sognare…”

Cronaca (intima) dell’Incontro Maristi di Champagnat 4 e 5 marzo 2017 – Casa Generalizia, Roma
Sabato 4 marzo e Domenica 5 marzo, ho imparato a sognare… e non mi riferisco all’aspetto onirico del sonno, ma al significato più alto del “sogno”, legato al concetto di visione, di progetto, a quel “senso” che ciascuno ha il dovere di dare alla propria vita. Per non rischiare di sprecarla.
A quel “200 e +, VIVI IL SOGNO” che si legge nello slogan dell’anno delle scuole mariste europee.
Io ho imparato a sognare partecipando, per la prima volta, all’Incontro annuale tra laici e maristi.
E’ stata un’esperienza bellissima per me, perché, sin dal primo passo compiuto all’interno della Casa Generalizia, ho avvertito una sensazione di benessere interiore assolutamente straordinaria, che mi ha accompagnato sino alla conclusione del raduno.


La sensazione è stata, da subito, quella di trovarmi a casa, in famiglia, senza mai sentire di trovarmi in un luogo mai visto prima, circondato in gran parte da estranei. Mai.
Questa sensazione di benessere interiore, sembra anche superfluo sottolinearlo, si è, poi, rafforzata al momento dei primi incontri personali nell’ambito della Dinamica dell’accoglienza, svolta nella sala Champagnat all’avvio dell’Incontro: una magnifica “confusione” di parole, gesti, sorrisi e sguardi assetati, come il mio, di intrecciare altri sogni, ansiosi di raccogliere compagni con i quali condividere il cammino.
Molto profondo e significativo è stato l’intervento di fr. Emili Turù che, ricollegandosi al messaggio del 2 gennaio 2017 in occasione della ricorrenza del bicentenario, ha introdotto il tema (ed il logo) dell’Incontro: Grazie, Perdono, Impegno.
Il Superiore generale si è soffermato sulla necessità di evitare le distrazioni della vita di tutti i giorni, parlando in particolar modo del tempo che si spreca utilizzando gli smartphone. Ha invitato ad aprire gli occhi ed a seguire la luce di Dio, il “Faro”, per evitare di sprecare il meraviglioso dono che proprio Dio ci ha donato: la vita.
Perché il rischio concreto è proprio quello di finire a vivere non la nostra vita, ma una vita vuota, la vita che gli altri (intendendo convenzioni e falsi miti) vogliono per noi.
Sul tema, è stata toccante la citazione dal film “L’attimo fuggente” (“Dead poets society”): “Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza e in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita, e per non scoprire in punto di morte che non ero vissuto…” (Henry David Thoreau).
Andare “per boschi”, senza distrazioni, in silenzio: fr. Emili ha esaltato il silenzio come fonte di recupero della interiorità, dove riposa Dio in noi, ed ha richiamato la figura della Madonna del silenzio e la splendida preghiera di Don Tonino Bello.
E il momento successivo della mattinata è stato dedicato proprio al silenzio, con il “Deserto”: 90 minuti da trascorrere soli con noi stessi e con Dio.
Confesso che ero spaventato pensando a così tanto tempo da trascorrere “senza fare niente”, a riflettere e basta … un “lusso” che, travolti da impegni lavorativi e famigliari, difficilmente riusciamo a concederci.
E’ stato, invece, bellissimo ed incredibilmente emozionante … ed il tempo è volato: dall’intimo momento iniziale nel quale fr. Stefano ci ha guidati nella giusta dimensione fino alla contemplazione della Buona Madre nella cappella piccola, di alberi mossi dal vento fuori da una finestra, delle vetrate della cupola della cappella grande e, soprattutto, dei luoghi più interiori della mia anima, con gli occhi chiusi verso il mondo e spalancati verso Dio.
Sempre di più nel sogno.
Nel pomeriggio di sabato, poi, le Dinamiche legate al “Grazie” ed al “Perdono” sono state piene di momenti di riflessione, scambio, conoscenza e condivisione con persone, cuori e anime diversi, ma collegati tutti dalla voglia di vivere il sogno.
Quindi la cena, momento unico e importante, così come gli altri momenti conviviali (pranzi, pause caffè, pause “dolcetto”, colazione), per toccare e sfiorare in modo diverso cuori e anime dei compagni di viaggio e di sogno.
Occasioni uniche anche per attingere ancora di più alle risorse magnifiche dei compagni di viaggio e di sogno che ho la fortuna di avere qui a Roma e che, insieme alla donna della mia vita, condividono con me da vicino il sogno, regalandomi emozioni indescrivibili.
E poi le risate, il divertimento e … ancora le risate della festa di sabato sera.


Tanto intensa ed emozionante è stata anche la Dinamica dell’”Impegno” di domenica mattina, con la possibilità di conoscere, appunto, l’impegno dell’Istituto in 4 temi importanti e decisivi citati nel messaggio di fr. Emili del 2 gennaio (Periferie geografiche ed esistenziali, Educazione integrale, Diritti dei bambini e Interiorità): imparare a sognare attingendo direttamente al carisma marista, attraverso la testimonianza di 4 Fratelli impegnati in prima linea in tali settori.
E sempre più forte, in me, quella sensazione di essere a casa, di essere in famiglia, e sempre più grande la gioia e la voglia di vivere altre emozioni, senza avvertire stanchezza fisica.. solo entusiasmo e sete del sogno. Soltanto voglia di continuare.
Infine, la messa, quale degna conclusione di questo percorso, addolcita dalla preghiera e dal canto conclusivo finiti in un grande abbraccio … quasi da un lato all’altro della grande cappella.
Ho imparato a sognare in questi due splendidi giorni… e sono riuscito, così, a donare valore e significato intimo alle bellissime parole ascoltate mesi prima: “Marcellino ha dato vita ad un sogno. Anche a noi oggi viene chiesto di proseguire quel sogno e di dar vita a tutti i sogni che sorgono nel nostro cuore per generare un mondo migliore. Per prima cosa allora occorrerà mantenere forte il legame con Dio. Da Lui scaturiscono tutti i sogni più belli, quelli che rendono più umana l’umanità” (fr. Daniele, discorso inaugurale dell’a.s. 2016/2017, Istituto San Leone Magno).


Salutando e abbracciando i miei compagni di viaggio e di sogno, domenica, temevo di provare quella sana tristezza che regalano solo i momenti più belli della nostra vita, quando giungono a conclusione.
In realtà, invece, avevo il cuore gonfio di gioia ed emozione perché mi proiettavo già alle prossime tappe del cammino, perché … “ormai che ho imparato a sognare, non smetterò!” (“Ho imparato a sognare”, Negrita).

giovedì 2 febbraio 2017

Fratel Vasco, eroe della porta accanto e di casa nostra!

Ne avevamo già dato l'annuncio tempo fa: nel mese di novembre il Presidente Mattarella aveva comunicato l'elenco delle persone che intendeva premiare per un loro particolare impegno e senso civico, mettendo così in evidenza il variegato mondo del volontariato e dell'impegno personale a servizio della comunità più vicina, quella dei cittadini..

In questo gruppo di 40 persone era presente anche fr. Vasco Santi, fratello marista, fondatore e "anima vitale" per lungo tempo del gruppo Ematos, la Banca del Sangue nata presso il San Leone Magno di Roma negli anni '70.

Oggi, 2 febbraio, è avvenuta la cerimonia di premiazione, al Quirinale. I titoli dei media si soffermano a descrivere questi personaggi come "eroi della porta accanto", ma più che sull'eccezionalità del gesto è bello constatare la semplicità dell'impegno quotidiano in così tante persone.

Come maristi ci piace poi la coincidenza del 2 febbraio, giornata di festa per la vita religiosa. Ed è soprattutto per questo che vogliamo ringraziare fr. Vasco; per la "ferialità" del suo impegno, per la costanza e la giovanile capacità di trasformare ogni giorno in qualcosa di speciale da porre a servizio degli altri, per l'attenzione alle necessità vitali di tante persone.

Riportiamo il breve profilo realizzato dal Quirinale:
Fratel Vasco Santi, 89 anni (Roma), Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per il suo straordinario contributo nella promozione e organizzazione delle campagne di donazione del sangue".
E' il coordinatore di un Gruppo "Donatori Volontari Sangue" che opera nell'ambito di Ematos Fidas, Associazione Donatori Volontari Sangue dell'Ospedale Fatebenefratelli di Roma.
Ha fondato il Gruppo nel 1975 e sono oggi 41 anni che ne coordina l'attività; secondo i dati aggiornati al 31 marzo 2016 sono stati riempiti 11.247 flaconi di sangue.
Fratel Vasco Santi contribuisce, con la sua attività, alla copertura del fabbisogno di sangue e dei suoi componenti sul territorio regionale e nazionale educando alla solidarietà, attraverso la donazione volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita del sangue umano e dei suoi componenti. Si occupa inoltre della formazione dei volontari.


Il dono del sangue, un gesto nobile e altruista, tra l'altro persino salutare, era un po' la sfida coraggiosa che fr. Vasco lanciava ai tanti liceali del San Leone Magno giunti al traguardo dei 18 anni: sono queste le sfide da lanciare ai giovani ancora oggi.